Venaria e mostre fotografiche: le preferite degli abbonamenti ai musei

Ce n’è uno per ogni taglia: dalla più piccola alla più agée, il formato famiglia e quello studenti. La notizia più promettente per l’arte e la cultura in regione è che sono aumentati gli abbonamenti a Torino musei. 100mila unità raggiunte negli ultimi sei mesi e l’impegno di molte istituzioni per rendere accessibile l’ingresso a mostre e gallerie. Francesca Leon, direttrice di Torino Città Capitale Europea, ha fornito i dati relativi agli abbonamenti di quest’anno: il 55% è stato acquistato da adulti, il 27% dagli over 65, il 12% da giovani tra i 15 e i 29 anni e il 3% è costituito dal pubblico dei bambini. Quali sono le mostre più visitate dagli abbonati? Leon risponde: “Essendo degli affezionati habitué, i cittadini in possesso della carta musei scelgono mostre temporanee o centri in cui le attività cambiano con le nuove esposizioni. Questo spiega il successo, ormai confermato negli ultimi anni, della reggia di Venaria che ha registrato 60mila ingressi. Segue la Gam, che, grazie ai quadri di Renoir, ha riscosso 46mila presenze. Terzo posto: Palazzo Madama, grazie, soprattutto, alle mostre dei fotografi della Magnum. Da Erwitt a Eve Arnold, l’interesse dei torinesi per la fotografia ha fatto sì che il prossimo anno nasca Camera, il Centro italiano per la Fotografia che avrà sede nei locali di via delle Rosine, presso l’Opera Munifica Istruzione di Santa Pelagia.” Gli abbonati si spostano laddove ci sono novità o attività che coinvolgano il pubblico. Per questo il museo Egizio, per esempio, non è tra i primi classificati per gli ingressi con abbonamento: turisti e scuole sono il pubblico-tipo dell’istituzione cittadina.
Quale miglior approccio con la cultura se non quella promossa proprio dalle scuole? “Sono molti gli istituti che contribuiscono a promuovere gli abbonamenti – conclude Leon-  il liceo Passoni usa i fondi scolastici per acquistare le carte agli studenti e, in accordo con i genitori, copre il costo totale delle tessere. Il Senato accademico di Unito contribuisce con una percentuale cosicché agli universitari costa solo dieci euro. Stessa strategia per l’Accademia Albertina. La tattica del Politecnico? Musei gratis a carico dell’università per i primi duecento ragazzi arrivati primi ai test di ingresso.”

 

 

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