Via Asti: orto e aula studio per continuare a occuparsene

In via Asti gli esponenti di Terra del Fuoco continuano a occuparsene. Dopo quasi due settimane dalla presa dell’ex caserma La Marmora da parte dell’associazione, gli “occupanti” di via Asti possono vantare una serie di successi.

Tanti eventi organizzati negli ultimi giorni: dalle commemorazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione al pranzo sociale del primo maggio, iniziative che hanno attirato centinaia di persone all’interno di uno dei luoghi più importanti, e dimenticati, della memoria torinese.

Non solo: occuparsi di via Asti non significa semplicemente far presente alla cittadinanza che quella caserma c’è e va ricordata. Bisogna, infatti, anche darle una nuova funzione sociale, scopo che Michele Curto e gli altri di Terra del Fuoco si sono prefissati fin dal primo giorno di occupazione.

E così sia. All’interno di via Asti 22 da domani, martedì 5 maggio, parte l’autocostruzione di un’aula studio libera per chiunque ne avesse bisogno. Gli annunci su Facebook ricordano che purtroppo le biblioteche non nascono dal nulla e che quindi chiunque avesse libri, sedie o tavoli da regalare è ben accetto.

E ancora: è nato l’orto di via Asti, uno spazio dedicato alla coltura di piante e verdure in cui possono recarsi tutti coloro che vogliano imparare l’arte del giardinaggio.

Sono solo esempi già messi in pratica di attività che si possono fare all’interno dell’ex caserma.

Eppure, qualcuno non è ancora convinto. Altri, addirittura, sono del tutto contrari alla rianimazione di via Asti. La scorsa settimana la Lega Nord ha proposto come ordine del giorno l’abolizione di Terra del Fuoco dalle associazioni del comune di Torino, a causa della partecipazione all’occupazione dell’ex caserma. La decisione di eliminare l’organizzazione di Oliviero Alotto dal registro delle associazioni è ferma in consiglio comunale e venerdì verrà accordata in commissione. Il tutto sotto il silenzio del Partito Democratico. Allo stesso modo, la circoscrizione 8, quella dove si trova via Asti, ha firmato una petizione analoga, ma senza valore istituzionale, che è stata approvata e firmata anche con i voti del Pd.

“Un paradosso – spiega Michele Curto – soprattutto perchè agli eventi, in particolare quello del primo maggio, hanno partecipato molti abitanti del quartiere”.

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