Voto per i fuori sede, speranze in Parlamento

Stavolta non nascondono l’ottimismo. Gli studenti e i lavoratori del comitato Io voto fuorisede lo dicono apertamente “che c’è speranza”. Anche se aggiungono subito uno “stiamo a vedere”, per stare con i piedi per terra. Pierpaolo Vargiu e Gianpiero Dalla Zuanna, deputato e senatore di Scelta Civica”, hanno annunciato la presentazione di emendamenti alla riforma elettorale per dare la possibilità ai fuori sede di votare. L’obiettivo è  quello di poter applicare le nuove regole già alle elezioni europee di marzo. Con le nuove norme, sostenute da anni dai ragazzi del comitato, potrebbero votare tutti coloro che non si trovano nel comune di residenza: sia chi è fuori sede all’interno dei confini nazionali, sia chi è all’estero.

Un gran successo per i ragazzi del comitato: “Ci sono buone possibilità perché Scelta civica è all’interno della maggioranza, così come il Pd che sostiene questa linea. Disponibilità ci sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. Incrociamo le dita e speriamo non cada il governo prima” scherza Stefano La  Barbera di Io voto fuorisede. “Potremmo essere tutti d’accordo su questo tema – dicono da Scelta civica – esca allo scoperto chi non vuole questo cambiamento e ci spieghi il perché”.

“Speriamo si arrivi a cambiare le regole prima delle Europee – dice Roberto Meloni, studente ad Amsterdam – con le norme attuali io non potrei votare. Lo potrebbero fare soltanto alcune categorie e tra queste non ci sono gli studenti”.

“La riforma elettorale e’ una straordinaria occasione anche per liberalizzare il diritto di voto -dichiarano Pierpaolo Vargiu e Gianpiero Dalla Zuanna – studenti e lavoratori sul territorio nazionale e internazionale devono poter votare dove vogliono senza essere costretti a tornare nel comune in cui risiedono. E’ una battaglia di civiltà da vincere insieme a tutte le forze politiche per svecchiare un sistema di voto non al passo con le esigenze di una società che cambia”.

L’anno scorso in 26 città del mondo centinaia di fuori sede protestarono costituendo finti seggi elettorali: si riunirono da Londra a Casablanca, da Parigi a Dublino e misero una scheda con il loro voto nell’urna.

La prima proposta di legge partì proprio da Torino. A immaginare il progetto furono due ragazzi di origine siciliana: Stefano La Barbera, 30 anni, ingegnere in una azienda ferroviaria torinese e Federica Rampulla, 27 anni, laureata in Relazioni internazionali. Stanno aspettando di aprire lo spumante, ma intanto, cauti, lo tengono in frigo.

This entry was posted in Cronaca, Futura, Notizie. Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Un Commento

  1. Maria chiara
    Posted 10/05/2014 at 18:17 | Permalink

    Sono una studentessa fuori sede ! Quando potró sapere se la mia università di Torino sarà chiusa il 26 maggio per permettermi di poter tornare dalla Calabria senza perdere le lezioni?????

Scrivi un Commento

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>